Grafico e analisi tecnica azioni Intesa San Paolo

Partendo dall’analisi del  grafico storico di Intesa San Paolo,  vorrei  fare un paio di considerazioni veloci e banali  sulle scelte operative e di money management

Come sempre parlo dal mio punto di vista, cioè da quello di un piccolo trader che cerca di portare a casa un pò di profitto,  gestendo rischio ed emotività. Non parlo di trades da milioni di euro, operazioni alla Wolf of Wall Street o in stile Guru che gestiscono portafogli da 50 miliardi per poi vendervi  corsi e segnali.  Se cercate questo tipo di strategie dovrete rivolgervi altrove, io non posso raccontare cose che non conosco e che non ho mai fatto.

Il grafico è abbastanza chiaro :

  • Doppio minimo tra 2011 e 2012
  • Uscita al rialzo nel 2013
  • Accelerazione e consolidamento rialzista nel 2014
  • Rally e massimi nel 2015
  • Caduta con bottom a V sui minimi  nel 2016
  • Nuovi massimi nel 2018 (inferiori a quelli del 2015) e nuova correzione
  • Tentativo di ripartenza da inizio 2019

In questo contesto a mio avviso comanda ancora il doppio minimo del 2011/2012 da dove parte una rialzista (purtroppo non pulitissima) che passa sui minimi più recenti.

Dal 2014 ad oggi abbiamo in formazione una figura molto simile ad un testa e spalla. La considero una figura rialzista per via dei volumi sul bottom del 2016.

Grafico e analisi tecnica azioni Intesa San Paolo

Da questa premessa arriviamo ai giorni nostri e al breve periodo:

  • Minimi crescenti tra novembre e dicembre (dove forziamo il passaggio della rialzista dai minimi 2012) con scambi in aumento
  • Figura di possibile inversione con prima conferma positiva a fine febbraio.
  • Testa e spalla di continuazione (sporco) in marzo
  • Rottura rialzista e possibile accelerazione nell’ ultima seduta.

In questo contesto, si aprono davvero tantissime scelte a livello di strategia operativa . Ogni scelta porta con sè un grado di rischio , un’ ottica temporale  e degli obiettivi decisamente diversi tra di loro. A mio avviso ognuno dovrebbe avere piena consapevolezza di se stesso e delle proprie capacità. Delle proprie debolezze, della propensione al rischio, degli obiettivi  ricercati, del tempo che si vuole dedicare al trade , della disponibilità economica. In pratica ognuno dovrebbe essersi già costruito un metodo operativo che calzi a pennello con la propria personalità.  Per questo motivo non ha (a mio avviso) alcun senso seguire alla cieca le strategie e soprattutto il money management degli altri.

Ogni tanto ricevo delle mail in cui mi vengono sottoposte delle strategie di MM imparate frequentando qualche corso. Mi viene chiesto un parere sulla loro validità e sulla loro reale efficacia  sul mercato.

L’unica vera risposta possibile che posso dare con onestà è : NON LO SO.  Probabilmente funziona per chi vi ha fatto il corso, (dipende ovviamente dalle persone a cui vi siete affidati e dalla loro onestà) ma difficilmente potrà funzionare anche per me o per voi.

Se io dovessi ad esempio seguire la “famigerata” Martingala ,andrei nel panico dopo il terzo loss consecutivo, rovinandomi probabilmente le giornate. Vivrei nella paura e non sopporterei la pressione. Sarei obbligato a cambiare strategia pur di liberare la mente dai fantasmi e  mi troverei con dei grossi loss in portafoglio.   Questo significa che Martingala non funziona in assoluto?  No, significa che non si addice alla mia personalità o che dovrei aggiustarla con tantissimi perfezionamenti personali per poterla utilizzare nel mio trading.

Ma torniamo ad Intesa San Paolo e ad alcune delle possibili scelte operative da piccolo trader quale sono :

  • Operatività da cassettista : Vado lungo dando fiducia al trend in essere e imposto uno stop sotto gli 1,80. Parliamo di uno stop da 20% . L’obiettivo  è di prendere il dividendo , dimenticarmi che ho il titolo in portafoglio e provare a tenere anche anni , in accompagamento alla fase rialzista che ho visto sul grafico.
  • Operatività di breve/medio: Leggo la rottura di fine febbraio e compro sui 2,11/2,12 con obiettivo minimo a 2,45 e stop sotto i 2,04 . Stop al 3/4% e primo target intorno al 15% . Mi tengo la possibilità di continuare a farla correre successivamente adeguandomi al mercato.
  • Operatività di breve/brevissimo : Compro sulla rottura di fine febbraio  dei 2,11/2,12 con obiettivo veloce fino ai 2,32 e stop stretto sotto i 2,10/2,12
  • Operatività a 2/3 giorni : Buy in rottura 2,11/2,12  – Buy in rottura 2,19/2,20 – Buy in rottura 2,26   Stop strettissimi in mancata conferma del segnale. Obiettivi minimi al 2/3 % da adattare a seconda della forza in rottura.
  • Operatività Intraday :  Buy e short basandosi sul grafico intraday e sul book , spesso con ribaltamento della posizione dopo il take profit. Stop e obiettivi ” a vista” .

A seconda di quale operatività decidiamo di seguire dovremo adeguare la quantità di azioni da acquistare .Anche in questo caso le scelte dovranno essere strettamente personali e dovranno nascere dalla consapevolezza della propria personalità.  Dobbiamo fare in modo di sentirci sempre a nostro agio , di non essere mai scomodi, di poter dormire la notte serenamente senza vivere l’apertura del giorno dopo con ansia o con troppa adrenalina (ma neanche con  noia).

Per come opero io, raramente faccio ” cassetta” e se mai volessi tentare una posizione di questo tipo, con stop  al 20%  , sarei costretto a comprare una quantità di azioni decisamente minore rispetto al mio solito.  Se la mia mente e’ in grado di accettare bene stop  fino al 2% su posizioni mediamente da 100 azioni, in questo caso con uno stop al 20% acquisterò solamente 10 azioni. Sarò di conseguenza in grado di correre il rischio , ma sarò anche in grado di far correre la posizione in portafoglio quasi dimenticandomene. Non subirei la pressione da “troppo gain” nel caso salisse bene e avrei  la liquidità necessaria per fare tutte le altre operazioni che voglio fare.

Lo stesso succede in tutti gli altri casi menzionati.  Nel breve/medo, con stop al 3/4% e target al 15% comprerei molto probabilmente 40/50 azioni per poter gestire stop e gain serenamente.

Nel brevissimo a seconda della forza del segnale comprerei 80/100 azioni.

Nell’operatività a 2/3 giorni , sempre a seconda della forza del segnale comprerei tra le 150 e le 200 azioni.

Nell’intraday mi concedo più libertà , ovviamente scegliendo titoli con liquidità adeguata nel book per non combinare danni in enrata e uscita.

Questo tipo di operatività  è considerabile poco aggressiva  ma rispecchia i miei privati e personali obiettivi . Non cerco di fare i milioni ma di conservare il capitale e portare a casa un profit onesto, che mi permetta una esistenza tranquilla e libera. Le variazioni che possono subentrano sono comunque infinite. Per spiegare tutto quanto servirebbero probabilmente 20 pagine specifiche per ogni caso.

Cito solo le più importanti.

  • A seconda della volatilità e della velocità di un titolo bisogna adeguare tutto il MM. Comprare Eni per esempio, è decisamente diverso che comprare Stm o un titolo a bassa capitalizzazione.
  • Quando arrivo da una serie di gain, sono forte mentalmente ,  leggendo un segnale che mi piace molto la propensione al rischio aumenta e mi concedo posizioni più importanti, lasciando anche un margine intraday più largo agli stop.
  •  Al contrario se fatico a indovinare il timing e sono in periodo negativo tendo a dividere le posizioni ed eventualmente fare degli incrementi sulle conferme tecniche.
  • Se ricavo un segnale bellissimo ma ho già il portafoglio pieno e poca liquidità, tendo a switchare la posizione che meno mi sta convincendo dal punto di vista tecnico . Alla fine, sono solo soldi che si spostano , non ha senso addormentarsi su una scelta di timing errata pur di fare un gain, quando cambiando titolo si può fare decisamente meglio in minor tempo.

Porca vacca, ho riletto tutto, sono ormai le 2 di notte e  mi accorgo di aver reso veramente poco l’idea di quello che volevo esprimere. Nella mia mente è sempre tutto più veloce ed elegante ma poi una volta messo nero su bianco….bah!

C’è davvero un mondo di infinite scelte e strategie oltre a quelle citate . Tutte comunque molto semplici e banali ,a mio avviso ,ma che vanno a soddisfare ogni situazione che il mercato ci propone.

L’idea di fondo rimane quella di far capire che questo operatività  è quella che funziona PER ME, per la mia personalità e per i miei obiettivi di oggi, nel 2019.

Io stesso negli anni ho cambiato tantissimo l’approccio al mercato. 20 anni fa mi sarei messo a ridere davanti ad una gestione di questo tipo delle posizioni e avrei dato del pippone ad un trader con un money management simile.

Ne riparleremo sicuramente in seguito.

L’approfondimento e’ stato inserito il 15 Aprile 2019 prima .

Potete controllare l’andamento del titolo e tutti gli aggiornamenti precedenti e successivi  a questa analisi cliccando qui :  INTESA SAN PAOLO